
Il progetto di ricerca CHILD - Bambini e vita quotidiana nell'Italia del dopoguerra mira a focalizzarsi sulla vita quotidiana di bambini e adolescenti durante i primi anni successivi alla Prima Guerra Mondiale (1918-1922), un periodo che, pur in un contesto di ritrovata pace, rappresenta una prosecuzione della guerra senza il conflitto armato. Descrive anche un laboratorio in cui la "seduzione totalitaria" formatasi durante la guerra si diffonde nella società.
La ricerca è strettamente connessa con le prospettive storiografiche che hanno superato le figure e gli eventi militari e geopolitici, concentrando la loro attenzione sui "soggetti minori" (bambini e adolescenti), considerati a lungo marginali per la vita sociale e, spesso, cancellati nella memoria collettiva. Negli ultimi decenni, lo studio di questi soggetti ha iniziato a essere considerato un argomento storico rilevante. Analizzare le loro emozioni, esperienze, punti di vista e reazioni agli eventi di cui sono stati parte è diventato fondamentale per trasmettere la complessità della società del passato. Pertanto, è stato necessario identificare fonti e repertori documentali adeguati a supportare questo approccio di ricerca innovativo.
Su queste premesse, il progetto, soprattutto per quanto riguarda l'estensione della documentazione, delle fonti e degli archivi, si concentra su come, durante la fase di transizione tra la fine della guerra e l'ascesa del fascismo, bambini e adolescenti divennero:
- Soggetti passivi di strategie e attività volte a facilitare la loro integrazione, coinvolgimento ed educazione nella società. Tali pratiche furono attuate principalmente attraverso la scuola, ma anche attraverso diversi tipi di pubblicazioni, la produzione di giocattoli o l'organizzazione di particolari associazioni. D'altra parte, bambini e adolescenti facevano sempre parte di cerimonie e commemorazioni pubbliche dedicate alla Grande Guerra ed erano principalmente coinvolti nelle iniziative dirette agli orfani.
- Soggetti attivi capaci di elaborare e mettere per iscritto la loro concezione e percezione degli eventi che hanno osservato o di cui sono stati parte. La loro scrittura è stata elaborata sia in modo collettivo e organizzato (nei quaderni e diari scolastici come quelli raccolti nell'«Archivio Ligure della Scrittura Popolare» di Genova) sia in modo individuale/personale (cioè, diari privati e ricordi conservati nell'«Archivio Diaristico Nazionale di Pieve S. Stefano»).
- Una presenza notevole nella vita quotidiana delle città, con il loro coinvolgimento negli eventi di cronaca che lo studio della documentazione fotografica (ad esempio, il fondo fotografico del «Centro Studi e Archivio della Comunicazione» di Parma) può anche far emergere.